Simulazione Completa: €40.000 di Fatturato come Freelancer
Forfettario vs ordinario, contributi, netto finale — tutto sui numeri reali
Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.
Il scenario di partenza
Immagina di essere un consulente informatico freelancer con €40.000 di fatturato annuo — una cifra concreta, vicina alla media di molti lavoratori autonomi italiani nel tech e nel professionale. La domanda è sempre la stessa: quanto mi rimane davvero in tasca?
In questo articolo facciamo la simulazione completa in entrambi i regimi — forfettario e ordinario — contributi INPS inclusi. Niente stime vaghe: meccanismi reali che puoi verificare e personalizzare con il simulatore gratuito.
Simulazione in regime forfettario
In forfettario il calcolo parte dal fatturato lordo. Non deduci le spese reali: si applica un coefficiente di redditività che varia per categoria ATECO. Per i consulenti IT il coefficiente è del 67% — il 67% del fatturato diventa reddito imponibile, il restante 33% è forfettariamente considerato "spesa".
Partendo da €40.000, il reddito imponibile lordo (67%) è €26.800. Da qui si deducono i contributi INPS Gestione Separata, poi si applica l'imposta sostitutiva al 15% (o al 5% nei primi cinque anni con i requisiti necessari).
Simulazione in regime ordinario
In regime ordinario deduci le spese reali sostenute. Con €3.000 di spese professionali (software, formazione, hardware, internet), il reddito netto su cui pagherai l'IRPEF si riduce rispetto al forfettario. Ma l'IRPEF è progressiva — si paga a scaglioni — e si aggiungono le addizionali regionali e comunali.
Con €40.000 di fatturato e spese basse, l'ordinario tende a essere meno conveniente rispetto al forfettario. Ma se hai spese significative (ufficio, collaboratori, attrezzature), il calcolo cambia radicalmente.
Il confronto finale
A parità di €40.000 di fatturato, il netto in tasca in forfettario è quasi sempre superiore all'ordinario — finché le spese reali rimangono basse. Il vantaggio forfettario si erode man mano che le spese crescono.
Il punto di break-even dipende dall'ATECO, dall'aliquota INPS, dal tuo comune e dalle detrazioni IRPEF di cui disponi in ordinario. Non esiste una soglia universale — esiste la tua simulazione, con i tuoi dati.
Cosa cambia davvero nella vita reale
I numeri non raccontano tutto. Considera anche questi fattori:
- Semplicità contabile: in forfettario nessun obbligo di registri IVA, meno scadenze, meno costi di commercialista
- Fatturazione: in forfettario non addebiti IVA — vantaggio con i clienti privati, meno rilevante con le aziende
- Crescita: se stai scalando verso i limiti del forfettario, pianifica il passaggio per tempo
- Detrazioni IRPEF: in forfettario perdi mutuo, familiari a carico, spese mediche — che in ordinario puoi usare
Come usare il simulatore per la tua situazione
Questa simulazione usa parametri medi. La tua situazione dipende dal codice ATECO, dall'aliquota contributiva, dalle spese reali e dal tuo comune.
Con il simulatore gratuito inserisci i tuoi dati in 5 campi e ottieni il confronto preciso tra forfettario e ordinario, contributi inclusi. Puoi anche scaricare il report in PDF.
Domande Frequenti
Con €40.000 di fatturato conviene sempre il forfettario? ▼
I contributi INPS rientrano nel calcolo? ▼
La simulazione vale anche per artigiani e commercianti? ▼
Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.
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Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.