Simulazione Completa: €40.000 di Fatturato come Freelancer

Forfettario vs ordinario, contributi, netto finale — tutto sui numeri reali

Prova il Simulatore →

Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.

Aggiornato:
Lettura: 9 min
Calcolatrice e notebook su scrivania per simulazione tasse partita IVA freelancer
Con €40.000 di fatturato, la differenza tra forfettario e ordinario può valere centinaia di euro — simulare prima è fondamentale.

Il scenario di partenza

Immagina di essere un consulente informatico freelancer con €40.000 di fatturato annuo — una cifra concreta, vicina alla media di molti lavoratori autonomi italiani nel tech e nel professionale. La domanda è sempre la stessa: quanto mi rimane davvero in tasca?

In questo articolo facciamo la simulazione completa in entrambi i regimi — forfettario e ordinario — contributi INPS inclusi. Niente stime vaghe: meccanismi reali basati sulle normative vigenti (Agenzia delle Entrate, INPS) che puoi verificare e personalizzare con il simulatore gratuito.

📋
Il profilo: consulente IT, codice ATECO 62.01.09, iscritto alla Gestione Separata INPS, nessun altro reddito, spese professionali annue di circa €3.000.

Il settore tech è uno dei più rappresentativi tra i freelancer italiani con partita IVA: i consulenti informatici, sviluppatori e designer che lavorano in autonomia si concentrano spesso nella fascia €30.000–€60.000 di fatturato, con spese professionali relativamente contenute rispetto ai ricavi. È il profilo per cui la scelta del regime fiscale ha l'impatto maggiore sul netto annuo — e dove simulare prima di decidere vale di più.

Questa simulazione mostra le dinamiche strutturali dei due regimi con un profilo medio. Non tiene conto di variabili personali come detrazioni IRPEF (mutuo, familiari, spese mediche), aliquote addizionali del tuo comune, o agevolazioni specifiche (es. 5% startup). Per un calcolo personalizzato sulla tua situazione reale, usa il simulatore con i tuoi dati.

Simulazione in regime forfettario

In forfettario il calcolo parte dal fatturato lordo. Non deduci le spese reali: si applica un coefficiente di redditività che varia per categoria ATECO. Per i consulenti IT il coefficiente è del 67% — il 67% del fatturato diventa reddito imponibile, il restante 33% è forfettariamente considerato "spesa".

Partendo da €40.000, il reddito imponibile lordo (67%) è €26.800. Da qui si deducono i contributi INPS Gestione Separata, poi si applica l'imposta sostitutiva al 15% (o al 5% nei primi cinque anni con i requisiti necessari).

📊
Stima indicativa — profilo: consulente IT, ATECO 62.01.09, Gestione Separata, aliquota 15%
  • Fatturato: €40.000
  • Reddito imponibile lordo (67%): €26.800
  • Contributi INPS GS (26,07%): − €6.987
  • Base imposta sostitutiva: €19.813
  • Imposta sostitutiva 15%: − €2.972
  • Netto stimato: ≈ €30.041 (75,1% del fatturato)

Simulazione in regime ordinario

In regime ordinario deduci le spese reali sostenute. Con €3.000 di spese professionali (software, formazione, hardware, internet), il reddito netto su cui pagherai l'IRPEF si riduce rispetto al forfettario. Ma l'IRPEF è progressiva — si paga a scaglioni — e si aggiungono le addizionali regionali e comunali.

Con €40.000 di fatturato e spese basse, l'ordinario tende a essere meno conveniente rispetto al forfettario. Ma se hai spese significative (ufficio, collaboratori, attrezzature), il calcolo cambia radicalmente.

📊
Stima indicativa — stesso profilo, regime ordinario, con €3.000 di spese deducibili
  • Fatturato: €40.000 − spese €3.000 = Reddito netto: €37.000
  • Contributi INPS GS (26,07%): − €9.646
  • Imponibile IRPEF: ≈ €27.354
  • IRPEF (scaglione 23%): − €6.292
  • Addizionali regionali/comunali (stima media 2,53%): − €692
  • Netto stimato: ≈ €20.370 (50,9% del fatturato)
💡
Ai scaglioni IRPEF si sommano le addizionali regionali e comunali, che variano da comune a comune e incidono sul netto finale. Non dimenticarle nel calcolo.

Il confronto finale

A parità di €40.000 di fatturato, il netto in tasca in forfettario è quasi sempre superiore all'ordinario — finché le spese reali rimangono basse. Il vantaggio forfettario si erode man mano che le spese crescono.

💡
Sintesi delle stime: con il profilo di questo esempio (€3.000 di spese reali, Gestione Separata, comune medio), il netto stimato è circa €30.041 in forfettario contro €20.370 in ordinario — una differenza di circa €9.700. A titolo puramente indicativo, questa forbice si azzera quando le spese reali superano circa €13.000–15.000 annui (varia con ATECO, comune e detrazioni disponibili).

Il punto di break-even dipende dall'ATECO, dall'aliquota INPS, dal tuo comune e dalle detrazioni IRPEF di cui disponi in ordinario. Non esiste una soglia universale — esiste la tua simulazione, con i tuoi dati.

Il secondo anno: acconti e cash flow

L'impatto più sottovalutato del primo anno di partita IVA non è l'imposta del primo anno — è il "doppio colpo" del secondo anno. A giugno del secondo anno paghi contemporaneamente:

  • Il saldo dell'anno precedente — l'imposta effettiva prodotta nel primo anno di attività.
  • Il primo acconto sull'anno in corso — tipicamente il 75% dell'imposta dell'anno precedente, da versare entro il 16 giugno (o luglio con maggiorazione 0,4%).

Con le stime di questo esempio: imposta sostitutiva forfettario €2.972, il primo acconto del 75% ammonta a circa €2.229. A giugno del secondo anno ci si trova a pagare circa €5.201 (saldo + acconto), a cui si aggiungono i contributi INPS. Chi non ha accantonato durante l'anno si trova in difficoltà di liquidità — evitabile con una piccola abitudine mensile.

💡
Regola pratica: accantona il 25–30% di ogni fattura incassata su un conto separato dal primo giorno di attività. Quando arriva giugno del secondo anno, hai già saldo, acconto e contributi coperti senza stress.

Cosa cambia davvero nella vita reale

I numeri non raccontano tutto. Il primo elemento spesso sottovalutato è il costo di gestione: in forfettario la contabilità è drasticamente più semplice — nessun registro IVA da tenere, nessuna liquidazione trimestrale, scadenze ridotte. Il commercialista costa orientativamente €500–800 l'anno invece di €1.500–2.500. In cinque anni, quella differenza vale €5.000–8.500 di spesa evitata — denaro che si aggiunge al vantaggio fiscale già calcolato sopra.

Il secondo fattore riguarda la fatturazione verso privati. In forfettario non addebiti IVA, il che rende la tua tariffa oraria o giornaliera nominalmente più bassa rispetto a un collega in ordinario che deve aggiungere il 22%. Un consulente forfettario che fattura €1.000 al cliente privato incassa l'importo intero; il collega in ordinario deve fatturare €1.220 per lo stesso netto, risultando più caro sulla carta. Questo vantaggio scompare con i clienti business (che recuperano l'IVA come credito), ma è reale e significativo per chi lavora principalmente con persone fisiche.

Il terzo elemento da considerare è la traiettoria di crescita e le detrazioni personali. Se stai scalando verso i limiti del forfettario (€85.000), pianifica il passaggio all'ordinario con anticipo — l'uscita improvvisa a metà anno crea complessità contabile e fiscale. E se hai detrazioni IRPEF rilevanti — mutuo, familiari a carico, spese mediche significative — quelle voci sono detraibili solo in ordinario e possono ridurre il vantaggio forfettario in modo sostanziale, fino ad azzerarlo in alcuni profili.

Come usare il simulatore per la tua situazione

Questa simulazione usa parametri medi. La tua situazione reale dipende da variabili che solo tu conosci: il codice ATECO specifico (che determina il coefficiente di redditività), la cassa previdenziale di riferimento (Gestione Separata, artigiani/commercianti, o cassa di categoria), le spese professionali effettive, il comune di residenza (che determina le addizionali) e l'eventuale presenza di detrazioni IRPEF personali.

Con il simulatore gratuito puoi inserire i tuoi dati in cinque campi: fatturato annuo atteso, codice ATECO (o categoria), spese professionali reali, comune di residenza e regime attuale o desiderato. Il risultato è una stima indicativa a confronto tra forfettario e ordinario — contributi INPS inclusi — con la ripartizione tra imposta, contributi e netto disponibile chiaramente separati. Puoi anche scaricare il riepilogo in PDF per portarlo da un commercialista o tenere traccia dell'evoluzione anno per anno.

💡
La simulazione richiede circa 2 minuti. Se non conosci il tuo codice ATECO di riferimento, il simulatore include una guida per individuarlo dalla descrizione dell'attività.

Domande Frequenti

Con €40.000 di fatturato conviene sempre il forfettario?
Non necessariamente. Dipende dal tipo di spese che sostieni e dalla presenza di redditi aggiuntivi (dipendente, immobili). Usa il simulatore con i tuoi dati reali per confrontare i due scenari.
I contributi INPS rientrano nel calcolo?
Sì. I contributi INPS sono deducibili in entrambi i regimi, ma con meccanismi diversi. In forfettario si deducono dal reddito imponibile, in ordinario sono costi deducibili. Vedi la guida ai contributi INPS Gestione Separata.
La simulazione vale anche per artigiani e commercianti?
No. Artigiani e commercianti hanno una struttura contributiva INPS diversa. Questa simulazione è valida per professionisti e consulenti iscritti alla Gestione Separata.
Prova il Simulatore Gratuito

Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.

Pronto a Simulare le Tue Tasse?

Usa il nostro simulatore gratuito per ottenere una stima personalizzata delle tue tasse con i tuoi dati. Confronta regimi e scarica il report PDF.

Simula le Tue Tasse Ora →

Gratuito • Nessuna registrazione • Risultati immediati

Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.