Quanto Pago di INPS con la Partita IVA: Numeri Reali 2026

Aliquote, minimale e importi aggiornati 2026 — con tre simulazioni concrete a diversi livelli di fatturato.

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Calcolatrice e documenti fiscali su scrivania per il calcolo dei contributi INPS partita IVA
I contributi INPS sono spesso la voce di costo più sottovalutata di chi ha la partita IVA — soprattutto nei primi anni.

Due gestioni INPS diverse: quale si applica a te?

Con la partita IVA non esiste un'unica "INPS": esistono gestioni diverse a seconda dell'attività svolta. Le principali per chi ha la partita IVA sono due.

La Gestione Separata INPS raccoglie principalmente professionisti che non hanno una Cassa di previdenza di categoria: consulenti, sviluppatori software, grafici, copywriter, traduttori, formatori, e così via. Se la tua attività è intellettuale e non rientra in un Ordine professionale con cassa propria, sei qui.

La Gestione Artigiani e Commercianti si applica invece a chi svolge attività produttive, commerciali o di trasporto: artigiani, commercianti al dettaglio e all'ingrosso, ristoratori, parrucchieri, estetisti, autotrasportatori. Questa gestione ha un contributo minimale fisso indipendente dal reddito.

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Alcuni professionisti con Albo (medici, ingegneri, avvocati, commercialisti) hanno una Cassa di previdenza privata invece dell'INPS: in quel caso le regole sono diverse. Qui parliamo esclusivamente di INPS Gestione Separata e Artigiani/Commercianti.

Gestione Separata 2026: aliquota e importi

Per chi è iscritto alla sola Gestione Separata senza altra tutela previdenziale (la situazione più comune per i freelance), l'aliquota 2026 è del 26,07% sul reddito imponibile netto.

In regime forfettario il reddito imponibile è il reddito forfettario (ricavi × coefficiente di redditività). In regime ordinario è il reddito al netto dei costi deducibili. I contributi versati non hanno un minimale fisso come per artigiani e commercianti, ma seguono il reddito: se il reddito è zero, non si versano contributi (ma si perde l'accredito ai fini pensionistici).

Il massimale di reddito pensionabile 2026 è di €122.295: oltre questa soglia non si versano ulteriori contributi previdenziali.

INPS Artigiani e Commercianti 2026: minimale e aliquote

Per artigiani e commercianti valgono regole diverse: esiste un contributo minimale fisso che si paga indipendentemente dal reddito effettivo, anche se si guadagna poco o nulla.

Nel 2026 il minimale annuo è di €4.521 per gli artigiani e €4.612 per i commercianti. Questi importi si pagano in quattro rate fisse (febbraio, maggio, agosto, novembre) e garantiscono i contributi minimi per l'accredito pensionistico.

Sull'eventuale reddito eccedente la soglia minima (€18.555 nel 2026) si pagano contributi aggiuntivi: aliquota del 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti.

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Il minimale si paga anche se non si fattura nulla. È uno dei costi fissi più sottovalutati all'apertura della partita IVA, specialmente nei primi mesi di attività.

Tre esempi reali: €25k, €50k, €80k di fatturato

Per rendere i numeri concreti, ecco tre simulazioni per un professionista in Gestione Separata, regime forfettario, coefficiente 78% (tipico di consulenti, IT, marketing).

Esempio A — €25.000 di fatturato annuo

  • Reddito imponibile forfettario: €25.000 × 78% = €19.500
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): circa €5.084
  • Imposta sostitutiva 15% su reddito al netto contributi: (€19.500 − €5.084) × 15% ≈ €2.162
  • Totale tasse + contributi: circa €7.246 (29% del fatturato)

Confronto a parità di fatturato: GS vs Artigiani/Commercianti

A parità di fatturato e coefficiente, la Gestione Separata e la Gestione Artigiani/Commercianti producono oneri INPS molto diversi, soprattutto con fatturati bassi. Prendiamo come riferimento il caso di €25.000 di fatturato (reddito forfettario €19.500, come nell'esempio A):

  • Gestione Separata: €19.500 × 26,07% ≈ €5.084 — proporzionale al reddito, niente minimale
  • Gestione Commercianti: minimale fisso €4.612 comunque, anche con reddito zero; su reddito eccedente €18.555 si aggiunge il 24,48%
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Il minimale Artigiani/Commercianti si paga anche se non fatturi nulla. Chi inizia con ricavi bassi o ha mesi di inattività deve comunque versare le rate fisse. Con la Gestione Separata invece i contributi sono zero se il reddito è zero.

Esempio B — €50.000 di fatturato annuo

  • Reddito imponibile forfettario: €50.000 × 78% = €39.000
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): circa €10.167
  • Imposta sostitutiva 15%: (€39.000 − €10.167) × 15% ≈ €4.325
  • Totale tasse + contributi: circa €14.492 (29% del fatturato)

Esempio C — €80.000 di fatturato annuo

  • Reddito imponibile forfettario: €80.000 × 78% = €62.400
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): circa €16.268
  • Imposta sostitutiva 15%: (€62.400 − €16.268) × 15% ≈ €6.920
  • Totale tasse + contributi: circa €23.188 (29% del fatturato)
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Il peso percentuale rimane circa costante (~29%) perché l'aliquota forfettaria è proporzionale. Per simulazioni personalizzate con il tuo coefficiente e regime, usa il simulatore gratuito.

Quando e come si pagano i contributi

I contributi INPS si pagano con il modello F24 e seguono le stesse scadenze degli acconti e saldi fiscali:

  • Giugno: saldo contributi anno precedente + primo acconto anno in corso (metà)
  • Novembre: secondo acconto anno in corso

Per artigiani e commercianti si aggiungono le quattro rate del minimale fisso (febbraio, maggio, agosto, novembre). Questo significa che in certi mesi si paga sia la rata fissa che l'acconto proporzionale: è il "mese nero" che molti non prevedono nel piano di cassa.

⚠️
Pianifica la liquidità: a giugno si concentrano saldo IRPEF, saldo contributi e primo acconto. Tieni da parte almeno il 30% di ogni fattura per coprire queste scadenze senza sorprese.

Come ridurre l'impatto INPS legalmente

I contributi sono obbligatori, ma ci sono alcune leve legittime per gestirne l'impatto:

  • Riduzione del 35% per chi inizia: nei primi cinque anni con la partita IVA (regime forfettario al 5%), il carico complessivo è significativamente ridotto. Non è una riduzione dei contributi in sé, ma dell'imponibile fiscale.
  • Deducibilità in regime ordinario: i contributi INPS versati sono integralmente deducibili dal reddito IRPEF. In forfettario la deducibilità è parziale e legata al meccanismo di calcolo dell'imponibile.
  • Gestione della cassa: separare il 30% di ogni incasso in un conto dedicato alle tasse è la pratica più semplice per non trovarsi impreparati a giugno e novembre.

Un caso particolare riguarda chi svolge attività miste: ad esempio un professionista che affianca alla consulenza (Gestione Separata) anche un'attività commerciale (Gestione Commercianti). In questi casi le due gestioni coesistono e i contributi si versano separatamente a ciascuna. La situazione richiede attenzione in sede di dichiarazione: è consigliabile confrontare la posizione con il proprio commercialista per evitare errori nel calcolo delle aliquote e dei minimali applicabili.

Se stai valutando se aprire la partita IVA, la guida ai costi di apertura include una stima completa del carico fiscale e previdenziale nel primo anno.

Domande Frequenti

I contributi INPS si pagano anche in regime forfettario?
Sì, i contributi previdenziali si pagano indipendentemente dal regime fiscale. Il regime forfettario riduce le tasse (aliquota 15% o 5%), ma non esonera dai contributi INPS. Il risparmio fiscale del forfettario non include i contributi. Approfondisci nella guida al regime forfettario.
Come faccio a sapere se sono in Gestione Separata o Artigiani/Commercianti?
Dipende dall'attività: i professionisti senza Cassa di categoria (consulenti, freelance, sviluppatori, grafici) sono quasi sempre in Gestione Separata. Chi svolge attività commerciali o artigianali — vendita di prodotti, artigianato, ristorazione, trasporti — è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti. In caso di dubbio, l'attività va verificata con il proprio codice ATECO.
Posso detrarre i contributi INPS dalle tasse?
In regime ordinario sì: i contributi INPS versati sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF. In regime forfettario no: l'aliquota sostitutiva si applica al reddito forfettario senza possibilità di dedurre i contributi (se non parzialmente, con un meccanismo specifico). La guida ai contributi INPS spiega il meccanismo in dettaglio.
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