Checklist Completa: Tutto Prima di Aprire la Partita IVA

Decisioni, documenti, adempimenti — la lista che non lascia niente al caso

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Il simulatore fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale personalizzata.

Aggiornato:
Lettura: 9 min
Taccuino aperto con checklist e penna per pianificare l'apertura della partita IVA
Una checklist non sostituisce la guida — la completa. Ti dice cosa fare e in che ordine, senza doversi ricordare cosa manca.

Perché una checklist (e non solo una guida)

Le guide spiegano il perché. Le checklist ti dicono cosa fare e in che ordine — senza doversi ricordare cosa è già fatto e cosa manca. Questa è la lista che avrei voluto avere quando ho aperto la partita IVA: niente divagazioni, solo i passaggi concreti nell'ordine giusto.

Decisioni da prendere prima

Queste decisioni vanno prese prima di aprire qualsiasi pagina dell'Agenzia delle Entrate:

  • Codice ATECO — identifica l'attività prevalente. Usa la guida alla scelta del codice ATECO o cerca tra le categorie principali.
  • Regime fiscale — forfettario o ordinario? Verifica requisiti e limiti aggiornati. Il simulatore mostra il netto nei due scenari.
  • Cassa previdenziale — Gestione Separata INPS (maggior parte dei freelancer) o cassa di categoria (avvocati, ingegneri, medici)?
  • Commercialista sì o no? — In forfettario con attività semplice molti gestiscono da soli. In ordinario è consigliato. Valuta il costo-beneficio.
  • Data di inizio attività — non deve coincidere con la data di apertura; indica quando inizierai a fatturare.

Le due decisioni più impattanti sono il regime fiscale e il codice ATECO. Per il regime, verifica subito se hai i requisiti per il forfettario: fatturato previsto sotto €85.000, nessun reddito da lavoro dipendente superiore a €35.000 nell'anno precedente, nessuna partecipazione in SRL. Se apri da zero e non hai esercitato attività analoga negli ultimi tre anni, nei primi cinque anni potresti accedere all'aliquota agevolata al 5% (anziché 15%). Vale la pena verificarlo con il simulatore prima ancora di aprire.

Per la cassa previdenziale: la maggior parte dei freelancer e consulenti si iscrive alla Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% sul reddito imponibile). Alcune categorie ordinistiche — avvocati, ingegneri, medici, architetti, commercialisti — versano invece alla propria cassa professionale di categoria. Verifica la tua categoria prima di aprire: se sei iscritta a un ordine, la cassa potrebbe essere obbligatoria e il simulatore potrebbe non coprire la tua situazione specifica.

Documenti da preparare

  • Documento di identità valido (carta d'identità o patente)
  • Codice fiscale
  • SPID o CIE — per la procedura online (fortemente consigliata)
  • Indirizzo PEC — non obbligatorio all'apertura, ma indispensabile entro breve per fatturazione e comunicazioni ufficiali

Vedi l'elenco completo nella guida ai documenti necessari per aprire la partita IVA.

I costi da pianificare dal primo giorno

Aprire la partita IVA è gratuito — ma gestirla ha dei costi ricorrenti. Ecco cosa mettere in preventivo prima di iniziare:

  • PEC (Posta Elettronica Certificata): obbligatoria per le comunicazioni ufficiali con la pubblica amministrazione. Costo orientativo: €20–50/anno secondo il provider.
  • Software di fatturazione elettronica: necessario per emettere fatture tramite SDI (obbligatorio anche per i forfettari dal 2024). Esistono soluzioni gratuite con limitazioni e soluzioni a pagamento (€50–150/anno) con funzionalità più complete.
  • Conto corrente dedicato: non obbligatorio per legge, ma fortemente consigliato per separare le finanze personali da quelle professionali e semplificare la gestione. Costo: €0–10/mese secondo la banca e il piano.
  • Commercialista: facoltativo in forfettario con attività semplice, spesso necessario in ordinario. Costo orientativo: €500–800/anno in forfettario, €1.500–2.500/anno in ordinario (varia per zona e complessità).
ℹ️
In regime ordinario, PEC, software di fatturazione e onorario del commercialista sono spese deducibili dal reddito imponibile. In regime forfettario non si deducono le spese reali — il risparmio è già incorporato nel coefficiente forfettario.

L'apertura vera e propria

  • ☐ Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE
  • ☐ Compila il modello AA9/12 (persone fisiche)
  • ☐ Indica il codice ATECO, il regime fiscale e la data di inizio
  • ☐ Invia telematicamente — ricevi il numero di partita IVA in tempo reale
  • ☐ Salva la ricevuta e l'email di conferma

Per il percorso passo-passo: guida all'apertura partita IVA online. Il servizio telematico è disponibile direttamente sul portale dell'Agenzia delle Entrate.

ℹ️
Prima di aprire, usa il simulatore gratuito per sapere quanto pagherai di tasse con il tuo fatturato previsto. Meglio saperlo adesso.

Quanto tempo ci vuole davvero

Se hai già SPID o CIE attiva, il processo è molto più rapido di quanto si pensi:

  • Apertura partita IVA online: 20–30 minuti. Il numero viene assegnato in tempo reale dopo l'invio telematico del modello AA9/12.
  • Attivazione PEC: 24–48 ore dal momento della richiesta, con verifica documento e, in alcuni casi, identificazione via webcam.
  • Configurazione software fatturazione: 1–2 ore per installazione, impostazioni e prima fattura di test.
  • Prima fattura elettronica di test: può essere inviata lo stesso giorno dell'apertura, non appena il software è configurato.
  • Verifica posizione INPS: la Gestione Separata non richiede iscrizione separata — la posizione si attiva con il primo versamento. Verifica la tua posizione sul portale ufficiale INPS entro la prima settimana.

L'unico fattore che può allungare i tempi è l'ottenimento dello SPID, se non ce l'hai già: alcune modalità richiedono 3–5 giorni lavorativi. Attivalo prima di iniziare il processo di apertura.

Adempimenti immediati

  • Software di fatturazione elettronica — obbligatorio per tutti (anche forfettari). Configura prima di emettere la prima fattura.
  • PEC attiva — se non ce l'hai già, attivala subito. Molte comunicazioni ufficiali arrivano solo via PEC.
  • Conto corrente dedicato — non obbligatorio ma caldamente consigliato per separare le finanze personali da quelle professionali.
  • Verifica iscrizione INPS — per la Gestione Separata l'iscrizione avviene al primo versamento. Controlla la tua posizione sul portale INPS.

Entro il primo mese

  • Prima fattura elettronica di test — verificala prima che arrivi un incarico urgente.
  • Sistema di accantonamento — metti da parte una quota fissa di ogni fattura incassata per coprire tasse e contributi. Non aspettare giugno.
  • Calendario delle scadenze — versamento acconti, saldo IRPEF/sostitutiva, contributi INPS. Le date principali sono a giugno e novembre.
💡
Regola pratica: accantona il 25–30% di ogni fattura incassata su un conto separato. Tocca quella riserva solo per pagare le scadenze fiscali.

I 3 errori più comuni all'apertura

Tre pattern si ripetono quasi sempre tra chi apre la partita IVA in autonomia per la prima volta:

  1. Scegliere il codice ATECO di fretta. È il campo più sottovalutato del modello AA9/12. In regime forfettario il codice ATECO determina il coefficiente di redditività — e quindi le tasse annue. Un codice sbagliato significa tasse calcolate su una base errata per anni. Dedica 30 minuti alla guida alla scelta del codice ATECO prima di compilare il modello.
  2. Aprire senza aver stimato le tasse future. Molti scoprono solo a giugno del secondo anno quanto devono pagare. Usare il simulatore gratuito prima dell'apertura — inserendo il fatturato previsto — permette di pianificare l'accantonamento mensile corretto fin dal primo giorno.
  3. Non configurare la fatturazione elettronica prima del primo incarico. La configurazione del software SDI richiede tempo, un test, e talvolta assistenza tecnica. Farlo quando si ha già un cliente in attesa che chiede fattura è fonte di stress evitabile. Configura tutto prima e invia una fattura di prova a te stesso.

Strumenti utili

Domande Frequenti

Quanto costa mantenere una partita IVA ogni anno?
I costi fissi minimi sono PEC (~€20–50/anno) e software di fatturazione elettronica (€0–150/anno). Se scegli un commercialista, aggiungi €500–800/anno in forfettario o €1.500–2.500/anno in ordinario. Gestendo in autonomia con regime forfettario, i costi fissi annui si attestano intorno a €70–200.
Posso cambiare regime fiscale dopo l'apertura?
Sì. Il regime fiscale si può cambiare di anno in anno, nei limiti previsti dalla legge. Il passaggio dal forfettario all'ordinario si comunica in sede di dichiarazione. Il rientro al forfettario è possibile se si riacquisiscono i requisiti (fatturato sotto €85.000, nessuna causa ostativa). Leggi la guida al passaggio forfettario-ordinario per i dettagli.
Posso aprire la partita IVA ancora prima di avere il primo cliente?
Sì, ed è anzi consigliato per poter emettere fattura appena arriva il primo incarico. I contributi INPS si pagano solo a partire dal reddito prodotto, non dall'apertura.
Quanto tempo ci vuole per ricevere il numero di partita IVA?
Con la procedura online tramite SPID/CIE, il numero viene assegnato in tempo reale. La conferma ufficiale arriva entro 1-2 giorni. Vedi la guida ai tempi di apertura.
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche in forfettario?
Sì, dal 1° gennaio 2024 anche i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite SDI. Serve un software abilitato o un intermediario.
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